La Storia della Contrada
GLI ANNI SETTANTA: la fondazione
Al principio del Palio la Nobil Contrada non esisteva con il nome della Corona, ma la sua fondazione risale alla fine degli anni ’70, frutto della fusione di quattro storiche contrade oggi sopresse: il Cocciao, la Via Nova, la Porticciola e metà San Francesco (l’altra parte è toccata al Prato) I motivi della fusione sono riconducibili a problemi strettamente demografici.
Anche ad Asciano il basso calo delle nascite si fece sentire in modo tale da spopolare la prole che spesso coincide con la manovalanza delle contrade.
Quindi in una riunione si decise di dare vita a questa nuova organizzazione che poi si rileverà un successo.
Nel frattempo erano stati decisi il nome, il simbolo e i colori sociali ricavati da quelli delle vecchie contrade sopresse.
Il risultato era la brutta copia di Arlecchino:
giallo, rosso, verde, marrone e bianco!
Per Fortuna l’anno 1982 il contradaiolo Marco detto il ‘Frullo’ insieme a Robero Moscadelli e Antonio Degortes proposero la semplificazione in due colori: il giallo e il rosso.
L’ idea fu accettata all’unanimità, e messa subito in atto.
Come eblema fu deciso di addottare una corona, sininimo di forza e potere, e poi proprio perchè nella nostra via Bartolenga sorge imponente il palazzo della nobilissima famiglia Tolomei.
ANNI OTTANTA..
Inizia l’ascesa organizzativa della Corona, essa recluta nel corso degli anni sempre più membri, anche provenienti da alri rioni o altre città (Robertino, il tamburino di Siena, per esempio).
Alla Guida del gruppo iniziarono i fratelli Moscadelli, le cui capacità e serietà non sono discutibili.
Infatti inizia una sorta di disciplina aziendale dove ognuno è incaricato a svolgere determinati compitie sopratutto sono particolarmente attenti all’ordine e alla pulizia all’interno della sede, abitudine che non va mai trascurata, visto che è sempre materiale e oggetti di tutti noi.
Anche l’allestimento delle cene con i suoi spettacoli, il corteo storico, il tesseramento sono elementi ereditati da quella gestione.
Tendenzialemete i giovani di fronte a queste situazioni si tirano indietro poìchè ubbidire non piace a nessuno, ma nella Corona è divertente scherzare e poi chi ha collaborato bene avrà sicuramente un posto nell corteo storico.
Ma non sono solo questi i motivi principali; l’elemento dominante di questa fedeltà e riconducibile all’organizzazione stessa.
Credere in un blasone, il senso di appartenenza e la tradizione, sono fattori notevoli.
Tornando alle gestioni è importante rilevare anche dove la nostra contrada è arrivata per prima: innanzitutto il finanziamento mediante apposite tessere plastificate, le bandierine di carta per le vie, poi gli spettacoli alle cene, l’immenso archivio fotografico di cui disponiamo gelosamente, gli stivaletti di cuoio per i figuranti (pensate che ancora oggi c’è chi si presenta, nelle file di altre contrade, con le scarpe da ginnastica!), i primi quattro vestiti di velluto, l’organizzazione della passeggiata storica sul modello di epoca medievale, i primi gadget di polo ricamate…eccetera.
Su altri fronti siamo arrivati dopo, come le bandiere stampate, ma più o meno siamo sempre stati al passo coi tempi.
Questi miglioramenti e innovazioni sopracitati sono dovuti anche alla buona gestione di Antonio, il quale migliora la disciplina e l’organizzazione.
Essendo una persona dal carattere autorevole, finchè ha collaborato con il palio di Asciano, la rivale Piazza del Grano non aveva mai vinto, anzi ci ha portato alla prima vittoria del 1986 dove montava lui stesso.
Dopo il suo allontanamento, purtroppo, a livello organizzativo del Palio iniziavamo a contare come gli altri se non di meno, fatto sta che nel giro di tre anni (1998 e 2001) l’avversaria vince due palii raggiungendoci nella classifica generale.
Comunque, con questo discorso non vogliamo sottovalutare la gestione di Fizio, del Ronca, di Sacha e del Daido, tra l’altro fautori della vittoria del 1994, ma i segni di un calo a livello di potere sono evidenti.
ANNI NOVANTA
E’ un periodo strano, perchè di fronte a palesi miglioramenti, la Contrada inizia una discesa in termini di aderenze e partecipazione.
Mentre in altre contrade le persone mature di 40-50 anni iniziano a collaborare con i ragazzi, nella Corona questo non avviene.
Anzi ultimamente anche qualche storico frequentatore non si è più visto.
al 1997 poichè ad ogni perdita si avvicinava qualche altro simpatizzante magari residente in altre contrade oppure un nuovo cittadino proveniente in genere dal meridione.
Ma questo fenomeno è una arma a doppio taglio perchè magari il simpatizzante partecipa un anno, magari due, dopodiché sparisce, non per motivi particolari ma semplicemente perchè non sente la Contrada come la sentiamo noi frequentemente
Comunque la forza-lavoro dei giovani giallorossi è costante fino frequentatori sin dalla tenera età.
Chiusa la parentesi del calo demografico, gli anni novanta ci regalano anche il trofeo più ambito: IL PALIO.
Nel 1994 infatti la sorte ci bacia assegnandoci un mulo con il quale abbiamo viinto tutto: palio, corsa dei cocomeri, corsa del muro.
Ironia della sorte o della bravura di quell’anno (eravamo veramente un bel gruppo!) vincemmo anche trofei che in genere non vinciamo mai: il tiro alla fune e il premio per la miglior comparsa.
Il1994 infatti era il primo anno dei nuovi vestiti per le ragazze, cuciti con del bellissimo velluto rosso.
Ricordo l’eroico fantino vincitore : Fabrizio M. detto ‘Fizio’. A questa gestione devo ricordare la più bella scenetta organizzata: LA ZINGARA, parodia della trasmissione televisiva, preparata oculatamente nei minimi
particolari.
In tribuna ci si sbellicava dal ridere, ma poi la giuria assegna il solito premio alla Stazione per estrazione la quale si presenta con delle costruzioni da condono comunale! (nulla di personale con gli amici della Stazione).
GLI ANNI 2000
Ultimamente con l’avvento dell’associazione delle contrade, èstato rinnovato l’organigramma della contrada semmai c’è ne mai stato uno.
Adesso il regolamento prevede che ogni contrada partecipi all’associazione con due menbri i quali dovrebbero fare anche i responsabili nei rispettivi rioni.
I primi eletti furono Massimiliano e Fabio, poi lo stesso Massimiliano è stato invitato a dare le dimissioni qiundi è subentrato al mio posto Francesco.
Ma questo non ci deve far adagiare sugli allori, la fondazione di una associazione non significa la ripresa della Corona, la quale con la Capitaneria più lunga della storia della Contrada, guidata dal fedele contradaiolo Lorenzo Collini ha fatto notevoli miglioramenti: vedi la costruzione dei tavoli per i cenoni, vedi i notevoli progressi nella comparsa, gli innumerevoli gadget, un’organigramma completo e ben gestito ognuno con il suo compito, tante iniziative che fanno incassare soldi che poi serviranno nel 2009 per l’acquisto di una sede propria e la fondazione dell’associazione interna ” il Coccio” infatti proprio nel 2009 lascia il trono a Francesco Latini per passare alla presidenza dell’associazione stessa, e proprio l’anno dopo il nuovo capitano riesce a riportare i colori giallo rossi al trionfo, nel palio straordinario 2010, cosa che il buon Collini con tutti i mezzi disponibili non ci è riuscito da capitano! nel 2011 cambia di nuovo la poltrona e il trono passa a Gianni Terzuoli e porta subito il popolo alla vittoria con l’esordiente Lionel e il ciuco Salomè.
adesso rispetto all’inizio abbiamo una stanza tutta nostra dove possiamo ritrovarsi per stare insieme fare 2 chiacchere, organizzare al meglio le nostre iniziative, e la sede è sempre disponibile a qualsiasi socio abbia bisogno per qualsiasi cosa. come del resto anche del materiale che disponiamo. Poi anche se siamo un gruppo minore rispetto a qualche anno fa, almeno siamo un gruppo vincente e un gruppo che cerca di fare il possibile per puntare a tutti gli obbiettivi.
Ma non è tutto oro quello che luccica, questi risultati sono frutto di pochi che si sono impegnati duramente, e questo ci fa onore.
Ma la cosa che più di rattrista è che di fronte a questo impegno nessuno o pochissimi della vecchia guardia si è più riavvicinato in modo continuo! Questo non è un rimprovero ma un invito a ritornare laddovè avete lasciato bellissimi ricordi della vostra fanciulezza.
Il resto è’ storia di oggi.
fonte: archivio Corona
