Contrade Soppresse
E' un dovere dedicare una pagina alle quattro mitiche contrade morte della Corona. La Contrada giallo-rossa se oggi esiste lo dobbiamo grazie al sacrificio che i membri di allora fecero per costituire il nuovo soggetto.
IL COCCIAO
Ubicato nel centro storico le vie che lo costituiscono sono le stesse dove nei secoli scorsi era fiorente l' attività della ceramica. Data la sua importanza storica e culturale gli ho dedicato un intero capitolo
LA PORTICCIOLA
Presente nel centro storico e appena fuori dalle mura trecentesche, il suo nome è dovuto proprio dalla famosa porta di un garage presente in una piazzetta, dove i ragazzini
alcuni lustri fà ci giocavano a calcio usandola per i fini del gioco stesso. Ultimamente le mura che citavo dinnanzi sono state restaurate dal Comune il quale sotto di esse ha costuito un simpatico pargheggino in pietra e una sorta di canale in travertino dove scorre l'acqua che ricade in una fontana.
LA VIA NOVA
E' dislocata appena 'fuor di porta' . Il nomignolo gli fu attibuito in virtù della novità della costruzione della via negli anni ruggenti. In realtà il nome originale è: via Antonio Gramsci. La vecchia contrada comprendeva anche la località di San Bernardino ubicata appena alla fine della via. Fino a pochi anni fà la caratteristica della via era data dai secolari pini. Ma visti i danni che le radici iniziavano a creare alla strada e alle varie condutture civiche, il Comune ha restaurato il viale sostituendo alle piante dei lampioncini e pavimentando il marciapiede.
IL SAN FRANCESCO
Il nome deriva dalla medesima Chiesa trecentesca costruita in cima ad un cucuzzolo appena fuori dal centro, attualmente è sconsacrata, ma essendo stata sottoposta ad una serie di restauri architettonici e artistici viene considerata come una sorta di museo. Anche questa fetta di Corona poteva essere importante dal punto di vista storico culturale, solo che non lo è. Il motivo è semplice, al momento della liquidazione del San Francesco, questo è stato spartito in due parti: una alla Corona e l'altra al Prato il quale si è cuccato pure la Chiesa con il suo chiostro. Quindi a noi non è rimasto solo che metà della via omonima.