E' dei maggiori eventi della manifestazione dove ogni Contrada presenta la sua schiera di figuranti i quali indossano costumi di tipo medievale-rinascimentale. Ogni Contrada gode di un ampia libertà nell'individuare i personaggi da rappresentare, in genere sono presenti gli alfieri, il tamburino, il principe fiancheggiato dalla principessa, gli armigeri, i paggi, le ancelle e infine alla coda spesso c'è un cordone di bambini (accompagnati dai genitori) seguiti dal ciuco, il barbaresco e il fantino..

La comparsa storica è nata con il Palio dei Ciuchi. Inizialmente era una sorta festa di carnevele; addirittura i primissimi abiti della Corona erano fatti con vecchIe lenzuola dipinte con la vernice. Dopo pochi anni iniziano i primi miglioramenti come l'introduzione di calzameglie e vesti cucite col raso. Ma la qualità del corteo rimane sempre scarsa paragonata a quella attuale. Comunque non è un lavoro da disprezzare visto l'impegno e le possibilità finanziarie di allora, sicuramente meglio non si poteva fare e poi da li naquero lCONTEe basi di una passeggiata storica seria curata nei minimi particolari. In questo campo la Corona ha introdotto delle innovazioni inedite, come gli stivaletti in cuoio e i primi quatro vestiti di velluto per gli alfieri, tamburino e paggio maggiore. Dopodichè trascorremo qualche anno di stallo, dove erano mischiati i vestiti di raso con quelli di velluto, fino a quando i responsabili della comparsa decisero di adottare drastiche riforme. Siccome le più penalizzate di questa situazione erano le ragazze, nel 1993 nolegiammo alcuni abiti, però tutti diversi da loro. Non fu un bel risultato, allorchè l'anno successivo decidemmo, su pressione delle stesse ragazze, di fare i nuovi vestiti in velluto per la comparsa femminile. La giuria ci concesse il premio alla miglior sfilata. L'ultimo grande investimento è stato nel 2001 dove abbiamo introdotto la nuova armatura per il capitano del popolo, i nuovi costumi per i paggetti, le piccole dame, il paggio maggiore, il principe. Tutti cuciti in rigorosa stoffa di stile damascato, elegante ed appariscente. Tutto questo lo dobbiamo grazie a Marcella la sarta, la quale ci fornì di un lavoro veramente eccellente. Un' altra innovazione sono l'introduzone degli zuccotti per gli armigeri e il capitano del popolo, lo spadone destinato a quest'ultimo, i cuscini per le ancelle che portano i cocci dei mastri vasari.
Adesso il corteo storico ha raggiunto livelli apprezzabili, questo risultato è anche il frutto di piccoli interventi aggiunti nel corso degli anni tipo gli scudi per gli armigeri dipinti da Franko, (stesso autore anche della nuova armatura) e le divise degli armigeri. In qualche annata abbiamo portato pure il cavallo per il capitano, le ultime due volte ha figurato la mitica 'Stella' di propietà della contradaiola Antonella.

L'ARMATURA

E' sempre stata la nostra bestia nera. Non avendo le possibilità economice di aquistarne una presso i negozi specializzati, per svariati anni abbiamo tentato di costruirla in economia raggiungendo scarsi risultati e tanti costi. Una vicenda che è entrata nel libro nero della Contrada. Una volta per raggiungere il nostro scopo, sprecammo circa seicentomila lire di lamiera, e ne scaturì un piccolo scandalo interno. Però alla fine, in qualche modo, l'armatura fu fatta, ma calcolammo male le dimensioni dell'elmo il quale non entrava nella testa di Luca, capitano del popolo di turno. Egli si limitò a portare lo sciagurato copricapo in mano, e comunque i turisti lo fotografarono lo stesso. Poi arrivò Franko il quale crescendo e maturando esperienza professionale presso la ditta dove presta opera, costruisce la corazza attuale. E le spese furono finite.

MODANELLA

http://www.modanella.comLa ditta Butini della quale siamo stati clienti per molti anni fu ingaggiata da alcuni ricconi inglesi ad organizzare una festa nel limitrofo castello di Modanella. Conoscendo la bellezza dei nostri costumi egli ci contattò per completare il quadro della festa, la classica ciliegina sulla torta insomma. Noi eccittati per l'invito ci organizammo in una squadra di: due armigeri collocati all'entrone del castello a fare le sentinelle chioccando le alabarde ad ogni passaggio di persona, due alfieri e il tamburino i quali si sono esibiti nella classica sbandierata e rullata dopo l'ingresso della donna a cavallo completamente nuda. Comunque agli inglesi non piace tanto la nostra cucina quanto il vino rosso toscano che ne bevvero a ettolitri.