La Nottata al Ciuco
Bellissima tradizione in questo pazzo Palio. Come possono i contradaioli fare in modo che l'animale non rimanga solo durante la notte prima della corsa? Semplice, oltre al barbaresco, qualche volontario si offre di 'dormire' in sede portando magari un sacco a pelo o una coperta. In realtà queste nottate sono povere di sonno e ricche di sbornie e bische. Il gioco dei 'mazzetti' è ormai divenuto famoso nella vita di contrada, esso infatti oltre ad essere praticato durante
'la nottata', viene svolto purei giorni antecedenti, alla fine della serata dopo i vari preparativi e lavori quotidiani. Alcune nottate sono rimaste impresse nel nostro libro dei ricordi, come quell'anno in cui 'Nanni' si addormentò a pancia in giù sulla panca. Oppure l'altra dell'anno seguente, dove circa una dozzina di persone erano accampate in tutta la sede e a un certo momento della serata il 'Ronca' aprendo improvvissamente la saracinesca, nel vederci esclama: 'Ma questo sembra il campo profughi!!!' Fini in una risata generale. Un'altra è ricordata come il 'risveglio dello Zacco', questo noto contradaiolo si addormentò con la faccia rivolta in una di quelle vecchie brande a rete. Al mattino, dopo il suo risveglio, gli rimasero impressi nel volto tutti i segni della rete!!
Quasi dimenticavo la vecchia prova nel corso. Durante la nottata, se le contrade volevano, portavano il loro somaro a provare lungo il corso Matteotti, una sorta di provaccia del Palio di Siena. Adesso le autorità comunali ne hanno vietato lo svolgimento nel centro storico, in seguito alle lamentele dei residenti e di alcuni lievi infortuni. La provaccia comunque è svolgibile presso la pista dello stadio Marconi, la stessa dove si corre il Palio.
LA CABALA
Una volta alcuni contradaioli prima della nottata, decisero di ricorrere anche alla magia per conoscere in anticipo le sorti del Palio. Essi si rivolsero al famigerato 'Malentacchi' indovino della vicina città termale: Rapolano. Al ritorno in sede, notando i loro umori capimmo che l'esito del mago non corrispondeva la vittoria alla Corona, ma bensì alla contrada più vicina alla nostra avente come emblema un animale. Dopo una veloce analisi capimmo che si trattava del Prato, la quale si effettivamente si aggiudicò il cencio. Fortuna? o i poteri dell'indovino sono realmenti afficenti? Mah il dubbio rimane, l'unica certezza è stata quella di non fare più ricorso a queste pratiche per motivi di scaramanzia.