Territorio e Monumenti
TERRITORIO
La Corona è costituita da una parte di centro storico dai rioni del Cocciao e della Prticciola, e l'altra dalla Via Nova, parete di San Francesco e San Bernardino.
Via Santa Maria, Via dei Vasari, Via Luigi Magi, Via Giovanni d'Asciano, Via Bartolenga, Vicolo del Bove, Via della Porticciola, Vicolo delle Fonti, Via delle Fonti, Via Gramsci, Via San Francesco, Località San Bernardino.
MONUMENTI
I principali della Contrada sono:
Il monumento dedicato ai caduti della grande guerra, ubicato all'inizio di via Gramsci di fronte ai giardini.
Anche Asciano dette il suo contributo di sangue alla madre Patria e 162 dei
suoi figli lasciarono la vita sui campi di battaglia mantenendo così quella tradizione eroica che si era conquistata nei secoli passati. I cittadini ascianesi lo innalzarono nel 1918.
Il palazzo Tolomei ammirabile nel suo splendore all'inizio
di via Bartolenga. Esso fu proprietà della nobile famiglia senese, la quale era padrona di molti terreni e case nel contado d'Asciano. Nelle memorie degli ascianesi è ricordato un certo: Antonio di Meio, il quale nel 1345 cercò il favore dei Tolomei e fece edificare un dormitorio nel convento dei frati minori francescani. Mentre nel 1317, fu eretto uno 'spedale (attiguo al palazzo) chiamato "SanMichele Angelo"per volontà di donna Bartolomea di messer Orlando Tolomei la quale mise a disposizione tutti i suoi
beni per la sua costruzione.
Il palazzo, edificato, ampliato e sopraelevato un epoche diverse, si addossava alle mura cittadine. La parte originaria risale al XIII secolo e al suo interno vi erano: cortile cintato, scuderie e rimesse, ampie sale d'abitazione e alloggi della servitù. Oggi, viste le caratteristiche delle sue finestre presenta l'eleganza dello stile quattrocentesco.
L'antica fornacetta
ubicata in via Luigi Magi, è stata scoperta pochi anni or sono. La sua tutela e restaurazione è affidata alla nota associazione LIONS CLUB Crete senesi, la quale, nel 'Operazione fornacetta', scelse due giovani studiose chei ebbero l'incarico di ripulire, scavare e indagare nei vecchi documenti architettonici di quello che era conosciuto come lo scantinato 'della vecchia Chinda' nota figura ascianese di qualche epoca fà.
Le sue caratteristiche:
Costruita con tipologia verticale e composta da due ambienti canonici: la camera di combustione, e la camera di cottura. La prima è costituita da un ambiente rettangolare relizzato in laterizio, e il pavimento del cinerario è edificato con lastre di pietra e mattoni refrattari affondati nella terra battuta elemento indispensabile che permette lo sfogo delle dilatazioni termiche del materiale lapideo, limitando la dispersione di calore e conseguentemente, trattenendo più a lungo il calore.
La parte superiore o camera di cottura, eè separata da quella
sottostante da un piano relizzato in campigiane, una sorta di solaio leggero che deve la sua resistenza ai mattoni disposti ad arconi nel cinerario, presenta una serie di forature in prossimità dei lati. La camera di cottura è l'ambiente più ampio, la sua forma è rettangolare simile alla camera sottostante, ed è sovrastata da una volta a botte realizzata in mattoni in cui si aprono diciotto bucature rettangolari disposte simmetricamente. La presenza di quest'ultime a aperto due ipotesi sulla loro funzione: la prima è che servissero come canna di tiraggio sostituendo l'eventuale canna di cui non è stata trovata traccia; la seconda invece considera un aeventuale terzo ambiente sovrapposto alla camera di cottura (tipologia di fornace più evoluta denominata: 'fornaciotto'), in questo caso i fori sarebbero dovuti servire come vie di comunicazione.