Il Palio dei Ciuchi
Il Palio dei ciuchi di Asciano è oramai la manifestazione più importante del piccolo centro urbano di Asciano. Ma come si svolge la festa?
Frettolosamente si potrebbe pensare che la manifestazione sia concentrata in un solo giorno, ma la realtà è che sono almeno quattro le giornate “ufficiali” della manifestazione e che ogni anno ricorrono nelle medesime giornate:
La presentazione del cencio
Avviene il mercoledì sera precedente il Nocino, alla presenza delle sette contrade, e sopratutto dei contradaioli delle stesse, vera forza motrice di ciascun rione. P.zza Garibaldi, nel centro storico del paese, si colma dei colori dei sette rioni e della passione dei suoi sostenitori. Cresce l’ansia nei presenti, desiderosi di scoprire il nuovo drappo, realizzato appositamente ogni anno, che sarà donato alla contrada vittoriosa. Il cencio, realizzato appositamente ogni anno da artisti locali, presenta i simboli delle sette contrade ed un disegno secondo la sensibilità e le intenzioni comunicative dell’autore. Ulteriore spessore ed importanza è dato dalla presenza di Re e Regina, tamburini ed alfieri, che con i propri costumi storici donano fascino a questa serata di fine estate. Durante la serata, sul palco, sono presenti le cariche più importanti dell’ Associazione che, oltre a presentare le eventuali novità del Palio e augurare a tutti le massime soddisfazioni,hanno l’onore di svelare l’opera tanto attesa e bramata; non prima, ovviamente, di ascoltare le parole dell’autore, che svela ai presenti i retroscena della realizzazione del proprio dipinto.
Il Nocino
Il pomeriggio della prima domenica di settembre, al Giardino di Asciano, avviene l’atto ufficiale con il quale si sancisce l’inizio dell’anno paliesco, che definisce i contorni di una settimana, quella compresa da questo giorno fino quello della Corsa del Palio, pieno di eventi e feste organizzate dalle contrade e che coinvolgono dai più piccoli ai più grandi con iniziative ricreative di ogni genere: da spettacoli per bambini, a discoteche, a tornei di carte. Apposita pagina, vista l’importanza anche storica della festa del Nocino, è dedicata qui: Festa del Nocino
L’assegnazione
Il pomeriggio del giorno precedente la data della corsa, nonostante tutte le contrade sono impegnate negli ultimi dettagli per la preparazione della sfilata, della scenetta e delle cene propiziatorie, è segnato con il cerchietto rosso: in P.zza Garibaldi avviene uno dei momenti decisivi per le sorti del Palio del giorno dopo: l’assegnazione del ciuco ad ognuna delle sette contrade. L’evento si tiene solitamente alle 17:30 e riempie l’intera piazza di contradaioli, turisti e curiosi. In questa giornata molte contrade arrivano in piazza Garibaldi dando libero sfogo alla propria tensione: inventando buffi travestimenti o portando semplicemente con loro un megafono o uno stereo per fare baccano! Uno dopo l’altro, con l’ausilio dei bambini dei rioni, i ciuchi sono assegnati ad ognuna delle contrade; gli animali sono accolti dalle grida entusiaste dei contradaioli baciati dalla fortuna e dai sospiri delusi di chi si sente tradito dalla dea bendata. Nascono da questo momento le chiacchere che vedono favorita per la vittoria questa o l’altra contrada, per poi magari scoprire il giorno dopo che…la favorita è arrivata ultima!
Il Palio dei ciuchi
La giornata del Palio dei Ciuchi inizia molto presto per chiunque sia coinvolto in uno degli eventi della giornata: le ragazze sono solitamente dedite al trucco e alle pettinature necessarie per la loro comparsa nella sfilata; i ragazzi sono coinvolti invece nelle ultime prove delle scenette.Le cariche più importanti delle sette contrade, Capitani, Fantini, Barbareschi, Alfieri e Tamburini, si ritrovano alle 10:30 davanti la Chiesa di Sant’Agostino dove danno inizio ad una breve sfilata lungo il Corso del Paese fino a dirigersi alla Chiesa di Sant’Agata dove parteciperanno alla Santa Messa di benedizione delle contrade e dei loro fantini.La Santa Messa è molto evocativa e coinvolgente: l’omelia è sempre molto interessante con i richiami alle responsabilità sociali delle sette contrade ed i colori dei sette rioni, stesi a cornice di Altare e Crocifisso, il rullio dei tamburi, fanno sussultare dall’emozione anche i cuori più freddi nel momento dell’Eucarestia. Subito dopo la messa riparte il corteo delle contrade che si dirige in Piazza Garibaldi per la presentazione di fantini e barbareschi delle contrade. Salgono quindi sul palco tutti i capitani che a turno presentano i prescelti per la ricerca della vittoria nella corsa del pomeriggio.
Alle ore 14:30 parte la sfilata dei rioni che nei propri costumi storici del XIII secolo, rendono memoria ad uno dei momenti di più elevata dimostrazione d’onore della comunità ascianese: la battaglia di Montaperti. La battaglia di Montaperti rappresenta infatti il culmine dell’importanza strategica di Asciano nella repubblica di Siena. Durante la citata battaglia Asciano si distinse per la decisività nel far pendere la vittoria da parte senese. Il contributo fornito determinò quindi la gratitudine senese che divenne motivo dell’appellativo riservato al popolo ascianese di “garbati”. Ogni contrada sfila con bei vestiti in velluto e si caratterizza per la bellezza delle comparse, del portamento e degli accessori che guarniscono e arrichiscono ciascuno dei rioni. All’interno del corteo della sfilata sono inoltre presenti gli alfieri ed il tamburino che durante tutto il corteo esaltano i presenti con le proprie marce ed i propri movimenti. Piano piano le contrade si avvicinano allo Stadio G. Marconi, luogo della corsa, e dopo aver sfilato sotto la tribuna, assistono all’esibizione dei propri alfieri e tamburino che sfidano i rivali delle altre contrade nel ricevere l’approvazione di pubblico e giuria. Subito dopo la sfilata arriva il momento delle scenette; le scenette sono rappresentazioni comiche realizzate dai ragazzi di ciascuna contrada su fatti e vicende locali o nazionali, storie famose o totalmente inventate. Luogo dell’esibizione è il palco montato all’interno del campo sportivo, di fronte la tribuna. Ogni scenetta ha una durata massima di dieci minuti e lo scopo dell’esibizione è riuscire a strappare il consenso del pubblico e della giuria a suon di risate. Finite anche queste rappresentazioni è finalmente arrivato il momento di verificare i giudizi della giuria; vengono quindi premiate con un coppa la contrada che ha partecipato con la migliore sfilata e quella che ha più divertito con le sua scenetta; fra le grida di giubilo dei contradaioli vittoriosi e il rammarico di chi non ha vinto o non condivide il giudizio della giuria.
Verso le 18:00 il fatidico momento della corsa: le sette contrade scendono nella pista dello stadio Marconi con Fantino, Barbaresco ed il ciuco che la dea bendata gli ha dato in sorte; la folla si ammassa alla rete di recinzione dello stadio per incitare i propri beniamini. Il mossiere chiama l’ordine di partenza e piano piano tutte le contrade si allineano. Capita, alle volte, che ci voglia un pò a partire ma poi improvvisamente…Via! Partono le sette contrade e la folla dentro il campo sportivo inizia a gridare il nome del proprio fantino, per incitarlo alla vittoria, le contrade si allungano e tra la prima e l’ultima inizia ad esserci molta distanza, qualche ciuco al primo giro va già “a passo” per la disdetta di contradaioli e fantino, in testa però si confrontano le prime due tre contrade e non è inusuale che all’improvviso il ciuco della prima contrada decida di piantarsi, per la disperazione dei presenti! Tre giri, dura la corsa, ed alla fine il vincitore è accolto in trionfo dai contradaioli che lo aspettano subito dopo il traguardo in preda all’entusiasmo! Poco dopo e dal palco dello speaker viene calato il tanto sudato e meritato cencio che sancisce la vittoria dell’anno, entusiasmi e delusioni, lacrime di gioia, lacrime di disperazione.
